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lunedì 27 giugno 2011

Salva il tuo seno, salva la tua vita - indice

INTRODUZIONE


CAPITOLO UNO
La mia storia


CAPITOLO DUE
La mammella - l'anatomia e le sue funzioni


CAPITOLO TRE
Le teorie sui tumori e sul cancro
1. Le sette fasi nello sviluppo della malattia secondo i principi dell'igienismo o scienza della vita
2. Tumore, il segreto del secolo
3. Esiste un'alternativa ai metodi diagnostici nocivi?
4. Cosa possiamo imparare da una malattia ?
5. Le cause dello sviluppo del cancro al seno e la sua prevenzione secondo la medicina cinese tradizionale


CAPITOLO QUATTRO
Un assaggio della medicina cinese tradizionale
1. Piccola introduzione
2. I più grandi metodi terapeutici della medicina cinese tradizionale
3. Piccola teoria del Chi
4. I meridiani o canali energetici
5. Due energie complementari
6. I cinque elementi
7. La natura dell'energia
8. L'energia nel corpo umano
9. Cos'è il Chi Kung ?
10. I benifici di una pratica regolare di Chi Kung


CAPITOLO CINQUE:
Salvaguardiamo la salute del seno con delle pratiche millenarie
1. Wu Ming Chi Kung, una pratica antica per la salvaguardia della salute del seno
2. Acupressione per i seni, un metodo efficace per far scorrere l'energia attraverso i seni in un modo più .. fluido
3. La respirazione attraverso l'orbita microcosmica


CAPITOLO SEI:
Una dieta sana per dei seni sani
1. Gli effetti della nostra alimentazione sullo sviluppo del cancro al seno
2. La funzione di alcuni alimenti
3. Evitiamo, eliminiamo, consideriamo
4. Il digiuno terapeutico - un'operazione senza coltello
5. Il dott. Digiuno
6. L'alimentazione cruda
7. L'alimentazione moderata
8. La macrobiotica o cibo per la vita
9. Le combinazioni alimentari


CAPITOLO SETTE:
Cosa puoi fare di più per salvaguardare la salute del tuo seno?
1. Il reggiseno, si o no?
2. Il sistema linfatico del seno ed il suo funzionamento
3. Il drenaggio linfatico
4. L'automassaggio dei seni
5. Spazzoliamo la pelle
6. L'argilla e gli impacchi per il seno
7. Ricarichiamoci con un buon sonno
8. A cosa dovremmo anche porre la nostra attenzione?


CAPITOLO OTTO:
Uno spirito sano per un corpo sano
1. L'effetto delle emozioni negative sul nostro corpo
2. L'effetto delle emozioni positive
3. L'effetto dei pensieri
4. L'effetto della preghiera



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Marina Butala, 27. giugno 2011


lunedì 20 giugno 2011

Salva il tuo seno, salva la tua vita (3. parte)

LA MIA STORIA (2. parte)

Posso affermare con certezza, che sono guarita. Il mio stato di salute e più che eccellente, il nodulo non c'è più. Perchè dovrebbe rimanere se l'insegnamento è stato appreso e il lavoro è stato diligentemente portato a termine?
Dove prima c'era il nodulo, adesso c'e del vuoto, la mammella è un pò diversa da come era prima e dall'altra mammella, ma non mi importa. C'è ancora, non ho dovuto subire nessun trattamento brusco della medicina ufficiale che non volevo e mi sento una donna completa. Il vuoto rimasto, dove prima c'era il nodulo, rimarrà il mio compagno per tutta la mia vita, che in ogni momento mi ricorderà gli errori che ho fatto, per non ripeterli mai più!

All'infuori di tutto questo, ho vissuto l'ultimo anno e mezzo della mia vita in un modo veramente bello ed utile. Forse più di tutti gli anni passati. Ho appreso molto, ho imparato quello che mai pensavo avrei imparato, ed in più ho deciso di insegnare nuovamente il Chi Kung, una pratica energetica veramente efficace. Sono diventata più utile di prima, ed in più ho scritto questo libro, il quale spero, aiuterà molte donne a prendersi più cura di se stesse. L'ho scritto più come prevenzione che come cura. Anche se la mia convizione personale è che si può usarlo anche come cura. Però, ogni donna deve decidere per se stessa. Deve farlo da sola, deve fare come sente, deve fare come le dice la sua intuizione personale, percui deve prendere da sola le proprie responsabilità per quello che decide e su come usare le informazioni scritte in questo libro.

Tutto quello di cui ho scritto in questo libro ho usato e provato su me stessa e per me ha funzionato!

Qual'è in questo momento il mio punto di vista riguardante i noduli o i tumori? In qualsiasi parte del corpo, non solo al seno. Qual'è adesso, dopo la mia esperienza personale, la mia opinione personale su quello che denominiamo cancro? 

Adesso, sono più che mai fortemente convinta, che i tumori, benigni o maligni che siano, non sono altro che un accumulo di spazzatura in uno o più »sacchetti interiori«, che si formano da qualche parte del nostro corpo.
L'intuizione mi dice che l'informazione su dove nel nostro corpo si comincia a formare il primo sacchetto di spazzatura, è scritta nel nostro DNA. Presumo che si forma in quel tessuto o organo del corpo che secondo il nostro codice di vita è il meno vitale. Oppure in quello, che secondo il nostro stile di vita è il più esposto. Cercherò di spiegare meglio la mia interpretazione.

Immaginiamoci un sacchetto di plastica vero e proprio, con il quale portiamo a casa la nostra spesa quotidiana. Dopo averlo usato per la spesa, decidiamo di usarlo ulteriormente per accumulare della spazzatura. Giorno dopo giorno lo riempiamo con della immondizia ed il sacchetto diventa sempre più pieno. Alla fine diventa bello pieno. Cosa succederà se non lo svuotiamo? La plastica si romperà e la spazzatura uscirà. Una cosa non bella da vedere o fiutare.

Dal mio punto di vista succede la stessa cosa con il nostro tumore o sacchetto interiore della spazzatura, quando assumiamo più sostanze di quelle delle quali abbiamo bisogno, oppure quando assumiamo delle sostanze non buone per noi, o tossiche. E nel giorno d'oggi ce ne sono tantissime. Se non diamo al corpo la possibilità di espellere tutto quello di qui non ha bisogno tramite le nostre vie ripulitrici interne, attrezzate specificatamente per questo lavoro, il corpo depositerà questi rifiuti in uno o più sacchetti interni, che la medicina denominerà tumori. All'inizio, quando il tumore non è ancora troppo grande, non lo noteremo neppure, non ci causerà dei problemi, e forse neppure sapremo di averlo, ma col tempo, essendo sempre più pieno, si indurirà, e sarà in quel momento che noi lo potremmo tattare, vedere o sentire. Oppure potremmo  sentire solo le conseguenze sotto forma di problemi causati dalla sua presenza.  Ed è questo il momento nel quale abitualmente la maggioranza delle persone sente il bisogno di visitare il medico per poi essere diagnosticata o con un nodulo oppure più in là con un tumore, se non farà niente perchè il nodulo diminuisca oppure anche svanisca.

Con il nostro modo di vivere sbagliato noi facciamo entrare in noi delle sostanze che non sono necessarie per il nostro corpo. Lo facciamo coscientemente e/o non. Lo facciamo assumendo del cibo nocivo, del quale forse neanche non sappiamo che lo è, lo facciamo respirando dell'aria non buona, lo facciamo assumendo del cibo di qualità scarsa, senza le energie giuste per il nostro nutrimento, lo facciamo mangiando troppo, lo facciamo sempre quando veniamo a contatto con delle sostanze nocive, anche quelle nell'aria, nell'acqua e altrove. Lo facciamo se ripetiamo questi sbagli giorno dopo giorno. Ma non solo così. lo facciamo anche accumulando dei ricordi, i quali, ogni volta quando ci pensiamo, innescano in noi dei sentimenti negativi che provocano l'accumulazione delle sostanze nocive per la nostra vita. Pensiamo solo all'adrenalina e al cortisolo dello stress. Tutto questo non ci fa bene. Tutta questa energia negativa e superflua, se non viene espulsa regolarmente, si accumula da qualche parte del nostro corpo, nei nostri organi interni ad esempio e questo previene un funzionamento normale di tutti i nostri organi e di conseguenza di tutto il corpo.

Se noi non daremo al nostro corpo la possibilità di ripulirsi regolarmente, anche  il »sacchetto d'immondizie« interno non avrebbe questa possibilità. In esso si accumulerebbero sempre più rifiuti, che col tempo si indurirebbero sempre di più.  In questo stato sarebbe ancor più difficile eliminarli. Se in questo processo d'indurimento non faremmo niente per cambiare il nostro stile di vita, il nostro modo di vivere e di pensare, il nostro corpo si stuferebbe del nostro, diciamolo menefregismo, percui diventerebbe menefregista anch'esso e di conseguenza allontanerebbe l'energia  da quell'area. Il sacchetto di immondizie in confronto  altri organi interni diventerebbe una cosa non importante per l'energia in noi, siccome c'è molto più lavoro da fare in altri posti per tenerci in vita. L'energia vitale si allontanerebbe da quell'area e la devitalizzerebbe. Il sacchetto della spazzatura indurito si trasformerebbe in un tumore in termini medici, che sarebbe difficilmente eliminabile con i normali processi quotidiani di pulizia interna. E quando non reggerebbe più al proprio peso, si romperebbe. La spazzatura comincerebbe ad uscire e cercherebbe altri posti dove stare. In questo modo si formerebbero dei nuovi sacchetti di spazzatura nel corpo. Delle aree che i medici potrebbero diagnosticare anche come metastasi. Se poi ci sottoporremmo alla chemioterapia, alle radiazioni oppure anche a tutte e due le terapie, in noi si accumulerebbero dei nuovi veleni, veleni chemioterapeutici e/o radioattivi. Con essi, l'ultima possibilità di autoguarigione ci verrebbe tolta. 
Non solo questo, anche molti metodi diagnostici, usati dalla medicina ufficiale, possono diminuire il livello d'energia in noi ed indebolirci. Invece che quest'energia venga usata per l'autoguarigione, verrebbe usata per l'eliminazione degli eccessi in noi e l'autoguarigione si allontanerebbe sempre di più da noi.

È mia opinione, secondo il mio punto di vista e secondo le mie esperienze, che ogni persona ha il dovere verso se stessa, di dare alla propria energia vitale l'opportunità di fare il lavoro di autoguarigione quando c'è nè bisogno. Noi dovremmo credere nell'energia vitale in noi, che ci è stata data per poter vivere. Dovremmo aver fede e questa fede  poi trasformare in una convizione ed una certezza con delle radici profonde, che l'autoguarigione succederà. E se i risultati non arrivassero subito, oppure quando pensiamo che dovrebbero arrivare, dovremmo persistere, affinchè non succede quello che abbiamo deciso dovrebbe succedere. Nel nostro caso la guarigione totale. Il dottore in noi è il miglior dottore che ci sia, è la »persona« che ci conosce meglio di tutti e sa bene cosa deve fare per noi. Noi dobbiamo solo dargli l'opportunità di fare il suo lavoro. Questa è la mia opinione personale.

C'è una medicina, ed è la medicina cinese tradizionale, che ci insegna, che una donna diagnosticata con il cancro al seno può vivere normalmente fino alla sua fine naturale, senza dover morire prematuramente.  Sono queste le parole che ho letto nel libro del dott. Nan Lu, praticante della medicina cinese tradizionale, che mi hanno dato la forza di cercare per un'altra strada. E mi hanno dato anche la certezza che avevo tempo, che non c'è nessun bisogno di correre,  che c'è sempre il tempo per delle decisioni radicali. Perciò, perchè spendere la mia  vita o almeno un bel pezzo della mia vita negli ambulatori e ospedali, in mezzo a delle energie negative emanate da persone che si sentono male, tra le basse frequenze, tra vibrazioni negative che   sicuramente non mi farebbero bene, se una medicina antica, nata molti millenni fa, mi ha detto che ho tutto il tempo che voglio?
In base a tutto quello che ho letto ed imparato, ho deciso in primo luogo di considerare i principi di questa medicina millenaria sulla mia strada verso la salute perduta. Poi, per accelerare l'eliminazione delle tossine dal corpo, ho seguito anche gli insegnamenti dell'igienismo, detto anche scienza della salute naturale. E poi ho seguito anche delle altre pratiche, che consideravo molto più piacevoli e più positive dei metodi che la nostra medicina ufficiale  poteva offrirmi. Questi  metodi pratici, non agressivi, provati ed usati da me stessa, per me stessa e dei quali ne parlo in questo libro, ci danno, dal mio punto di vista, una grande speranza. E dei risultati molte volte sorprendenti, perchè non abituati ad essi e con tutte le possibilità per una vita migliore, più lunga e più sana.

Quando ho preso la mia decisione di cambiare radicalmente il mio stile di vita, il mio modo di sentire e di pensare, non solo il mio nodulo diminuiva, ma anche molti altri problemi si dissolvevano, anche i problemi che una volta mi sembravano irrisolvibili. E questo sta accadendo tutt'ora, probabilmente anche in questo momento nel quale tu stai leggendo questo libro. La mia vita è migliorata del tutto e continua a migliorare. Ed i problemi, anche quelli più difficili, si stanno dissolvendo. Anche quelli di persone che fanno parte della mia vita.

C'è stato un momento nel quale ho pensato che dovevo diffondere questa mia esperienza e tutto quello che ho fatto e cambiato nella mia vita, che era mio dovere trasmetterlo tra le donne. Sperando, che quello che ha fatto bene a mè, potesse fare del bene anche agli altri. Così, nell'autunno del 2006, nel mio tempo libero, ho cominciato ad insegnare un piccolo gruppo di donne il Chi Kung ed altre cose che sapevo. Il loro interesse per tutto quello che a loro trasmettevo ha ancor di più rafforzato la mia certezza, che era giusto continuare diffondere le mie informazioni e le mie esperienze. Era anche questo il motivo che mi ha fatto decidere che dovevo pubblicare questo libro.
Il risultato che ho conseguito seguendo il mio istinto e diciamolo metodo, mi ha dato una convizione ancor più grande, che la mia decisione era una decisione giusta per mè. E mi ha dato anche una maggiore certezza, che le informazioni pubblicate e descritte in questo libro, neccessitano di essere diffuse.
Nei miei stessi panni di un anno e mezzo fa, quando  non sapevo tutto quello che ora so, potrebbero trovarsi molte donne. Tra di esse forse molte che stanno cercando un'altra soluzione, non quella che le sta offrendo la medicina ufficiale. Per queste donne speciali spero che in questo libro troverete molte risposte che ti faranno arrivare alla decisione giusta per tè.

É mia opinione personale che ogni donna è padrona del proprio corpo e di se stessa, ed ha il diritto di decidere da sola cosa e come fare. Indipendentemente da quello che ogni donna, dopo aver letto il libro, deciderà, spero che questo  messaggio venga assorbito da tutte le lettrici. Il  nostro corpo è solo nostro, e nessun'altro all'infuori di noi,  ha il diritto di decidere su cosa farne. Il nostro senso femminile è  infallibile, dovremmo solo usarlo. Tutte noi.

Spero anche, che questo libro aiuti almeno ad arrivare ad una maggiore comprensione sul funzionamento del corpo femminile e del corpo in generale, tutte quelle donne che non lo sapevano.  Altrettanto mi auguro, che il libro diventasse un'ulteriore stimolazione per molte donne, perchè voi stesse continuaste una ricerca per conto proprio verso il benessere. Non preoccupandoti di quello che chiunque potrebbe dire o pensare. A tutte quelle che siete già state diagnosticate con il cancro al seno, oppure con un qualsiasi problema al seno, anche non grave, auguro, che tutto quello che leggerai in questo libro, ti dia una speranza e forse anche una certezza in più, che le forze per cambiare il tuo destino sono veramente solo in tè. Nel tuo corpo, nei tuoi pensieri e nelle tue sensazioni.

Vorrei aggiungere, che c'è anche un'altro motivo per il quale ho deciso di pubblicare la mia esperienza e le mie informazioni. Quando io stessa cercavo, ho trovato pochissime informazioni per dei laici come mè, che  parlassero della salute del seno. Troppo poche. Ne sull'anatomia della mammella, ne sulle sue funzioni normali. Ma molte, troppe dal mio punto di vista, sulla mammella ammalata e ancor di più su quello che in questi casi la medicina ufficiale del giorno d'oggi offre alla donna. Tutto questo non mi è affatto piaciuto.  Per questo motivo ho deciso di fare una ricerca per conto mio e di cercare dove potevo tutte le informazioni che volevo trovare, di cercare dove forse poche donne hanno cercato. In questa mia ricerca era proprio internet sicuramente il mio »campo di battaglia« preferito. Poi, quando il mio nodulo cominciava a diminuire, ho promesso a me stessa e a tutte le donne del mondo, se il nodulo sparirà, che farò io quello che volevo, nel momento nel quale ne avevo il bisogno, fosse già stato fatto. Un libro fatto per mè, un libro per le donne in generale, un libro per l'animo femminile. Un testo che dia a tutte le donne le informazioni essenziali, non troppo complicate, che abitualmente si cercano nei momenti come lo è stato il mio. Oppure anche come prevenzione. Questo libro è il risultato di tutte le mie ricerche. Siccome non sono ne dottoressa ne guaritrice, si tratta di una collezione di informazioni tratte da altri autori e specialisti.

Decidi tu stessa se quello che leggerai userai come prevenzione oppure come cura. Ma comunque deciderai, questa deve essere una decisione solo tua. La mia certezza personale è che i risultati sono sempre  positivi se abbiamo fiducia in noi e nelle nostre decisioni ed in quello che il nostro futuro ci sta preparando. Il mio messaggio a tutte le donne è questo:  »Ogni donna ha la capacità di fare e di dare a se  stessa il massimo. Sempre, anche nelle situazioni più difficili!«.

Se neppure dopo aver letto il libro non ti sentirai abbastanza forte o preparata a seguire la mia strada oppure un'altra strada, ma simile alla mia, questo è il mio messaggio per tè: »Non era mia intenzione crearti alcun disturbo per qualsiasi cosa tu abbia letto in questo libro. Mi scuso e ti chiedo di cercare un aiuto o un consiglio su cosa e come fare da un tuo medico di fiducia«.


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Marina Butala, 21. giugno 2011


lunedì 13 giugno 2011

Salva il tuo seno, salva la tua vita (2. parte)

LA MIA STORIA (1. parte)

Come molte volte può succedere nella vita, delle situazioni difficili possono rendere impossibile continuare a fare delle cose, che fino a quel momento, ci davano tanto e ci arricchivano. Il nostro tempo è limitato, così qualche volta dobbiamo decidere come usare questo tempo, o per noi stessi, oppure per gli altri. Molte volte per aiutare queste persone a risolvere dei problemi che in quel momento ci sembrano più importanti di noi stessi e delle nostre necessità personali. Questo era quello che è successo a mè. Per circa 5 anni ho deciso di vivere per gli altri, dando la mia energia gli altri, dimenticandomi di me stessa. Però, la mia storia non è cominciata quando divenni cosciente di questo, ma molto prima.

Sono nata nel 1956 a Ljubljana, capitale della Slovenija, in una famiglia mista, con un padre Sloveno ed una madre Italiana. Con un'infanzia felice e piena di amore da parte dei miei genitori. Ho studiato, mi sono laureata, sposata, ho avuto due figli che amo molto e mi sono separata quando erano grandi. Adesso vivo da sola a Koper, una bellissima cittadina alle coste del mare, che si trova ad un paio di chilometri dal confine con l'Italia o da Trieste. Passo il mio tempo libero ad insegnare Chi Kung, faccio delle passeggiate a contatto con la natura che amo immensamente e faccio anche delle specchiere al mosaico, un lavoro che riempie il mio cuore ed arricchisce la mia anima.

Dopo il distacco della Slovenia dalla Jugoslavia, qualche anno dopo il 1990, tutto quello che mi potesse avvicinare ai vari metodi di guarigione non convenzionali, mi aveva attirato molto. Spendevo molto del mio tempo libero a studiare queste cose. Ancor di più dopo il 1995. Probabilmente, sul piano inconscio, questo mi aveva attirato già molto tempo prima, forse già dal giorno del mio ventesimo compleanno, quando mio padre mi regalò il libro sullo training autogeno. Un libro raro a quei tempi. Era il mio primo libro, diciamo alternativo. Praticando l'insegnamento che quel libro, per me prezioso, mi diede, imparai molte cose, nuove per me a quell'epoca, su me stessa, sul mio corpo e sulle possibilità di tutti noi. Però non mi rendevo ancora conto dell'impatto che quel libro avrebbe avuto su di mè, sul mio inconscio e sulla mia vita futura. Un impatto immenso.

Il periodo delle mie ricerche dell'invisibile e delle pratiche abbinate a queste ricerche continuò sino al 2001, quando deliberatamente decisi di lasciare tutto quello che all'infuori dei miei ragazzi mi rendeva felice. Venne il momento nel quale i problemi degli altri mi sembrarono più importanti di me stessa. Questo  periodo continuò all'incirca per cinque anni, nei quali ho trascurato me stessa e tutte le attività, che fino ad allora arricchivano la mia vita personale. In quegli anni difficili non pensavo che in un futuro verra il momento nel quale continuerò da dove ho smesso e con tutto quello che una volta mi rendeva felice. Aggiungendo anche delle cose nuove che adesso allietano ed arricchiscono la mia vita attuale.

Si sa che la vita è una cosa incerta e imprevedibile. Fortunatamente per mè. Dopo cinque anni, pur avendo tutti i problemi che avevo, qualcosa mi disse che dovevo tornare nel mondo al quale appartenevo. Sentivo in me stessa una necessità, come se qualcosa o qualcuno mi chiamasse a continuare con le mie attività delle quali pensavo fossero escluse per sempre dalla mia vita. A causa delle esperienze passate in quei 5 anni ero più forte di prima e sapevo che potevo farlo. E dovevo farlo. Sentivo che potevo aiutare gli altri e potevo anche continuare sulla mia strada che da tanto tempo avevo lasciato da parte.

Comunque, lo stress e le preoccupazioni durate troppo a lungo, lasciarono il loro segno sul mio corpo e sulla mia salute. Questo mi fece arrivare ad almeno la sesta fase nello sviluppo della malattia secondo l'insegnamento della salute naturale, menzionato anche in questo libro. Nell'autunno del 2005 mi confrontai con un nodulo abbastanza grande al seno, dalla forma obliqua, dalla lunghezza di circa sette centimetri e di una densità e profondità abbondanti.
Ero forse arrivata anche alla settima fase, detta anche cancro? Forse. I sintomi erano uguali a quelli di mia madre.

Per essere sicura (oppure no) potevo andare a diagnosticarmi. Ma non l'ho fatto. I metodi di diagnosticazione che mia madre aveva subito non mi piacevano affatto. Non avevo la minima intenzione di far sottoporre la mia mammella a qualsiasi cosa che le potesse far male. Scartai così anche l'idea della diagnosticazione.

Sulla mia strada verso la salute perduta,  venni a sapere di un metodo non nocivo nel diagnosticare il cancro. Ma siccome, quando venni a sapere di questo, il nodulo nel mio seno, con tutto quello che già stavo facendo, diminuiva, anche questo metodo diagnostico indolore e molto semplice, non mi interessava più. Se lo venissi a sapere all'inizio, sicuramente l'avrei usato. Siccome questa informazione potrebbe essere utile ad altre donne, l'ho introdotta in questo libro qualche pagina più avanti. Non nuoce mai sapere qualcosa di più. A mè, in quel momento, bastavano i risultati raggiunti. Questi mi rassicuravano che mi trovavo sulla strada giusta e che dovevo continuare su di essa. La certezza che  faccio la cosa giusta per me c'era già.

Fu così che per la seconda volta scartai l'idea di una diagnosi, seppure non violenta, per mè. Non mi interessava sapere cosa veramente avevo, e non volevo neanche programmarmi con l'idea che ci fosse la minima possibilità che forse avessi qualcosa che non volevo. Volevo  solo sentirmi bene. Questo era l'unico mio interesse, sentirmi bene. Non solo fisicamente, ma anche nelle mie sensazioni. Se solo ci provavo a pensare ad una qualsiasi  malattia, mi sentivo male. Mi sentivo meglio se pensavo alla salute e a tutto quello che ancora potrei fare per me stessa o desideravo dalla vita. Dei pensieri negativi o di una qualsiasi malattia non ne volevo proprio sapere, cercavo di pensare solo alle cose belle, solo a quello che mi faceva star bene. Adesso, anche se ci sono dei piccoli momenti nei quali mi ritrovo con dei pensieri negativi, nello stesso momento che me ne rendo conto, cerco di cancellarli. Uso una gomma speciale, invisibile, una »cacellatrice di pensieri negativi«. Visualizzo me stessa, vedendo la mia mano con la gomma che cancella questi pensieri negativi, che mi si presentano sotto  forma di fotografie viste nella mia mente. Cancellandole, anche i pensieri negativi o indesiderati se ne andavano. E le sensazioni cambiavano e diventavano piacevoli.
Oggi mi sforzo di pensare solo a quello che ancora voglio dalla vita, non a quello che non voglio. Dò la precedenza ai pensieri sulla salute e su come rinnovare la mia energia, non alla malattia. Di più. La parola malattia si sta sempre di più dissolvendo dal mio vocabolario e dalla mia vita. In questo libro l'ho usata solo per una migliore comprensione di tutto quello che voglio trasmettere. Anche questa è una delle parole, delle quali è quasi impossibile disfarsene in un giorno. Comunque, ho cercato di usarla il meno possibile.

Dopo circa un anno e mezzo di »lavoro« con me stessa, sono ora più che  mai convinta, che il mio nodulo era solo un avvertimento, un messaggio importante per mè, che nel suo linguaggio, voleva farmi sapere, che anch'io sono importante, non solo gli altri ed i loro problemi. Voleva trasmettermi che potevo  sì occuparmi degli altri e cercare di aiutarli a risolvere i loro problemi, voleva trasmettermi che potevo occuparmi anche dei miei problemi, quelli che la vita mi portava, ma che vivendo in questo modo non dovevo mai, in nessun momento della mia vita, dimenticarmi di me stessa. Ora sono sicura più che mai che era proprio questo  il messaggio del mio nodulo. Un messaggio veramente importante. E forse altrettanto importante anche per molte altre donne, specialmente per quelle donne che hanno la sensazione di sentirsi vittime della vita. Ma non lo sono.

Se era questo il messaggio, posso dire che l'ho assorbito, e che ho imparato quello che dovevo imparare, tutto quello che la mia esperienza voleva insegnarmi. Un insegnamento che molte, forse troppe donne non dovrebbero dimenticare mai. Che mai e poi mai, in qualsiasi situazione ti trovi, non devi dimenticarti di te stessa! Ho imparato anche, che il mio senso interiore è la »persona« giusta alla quale posso rivolgermi con fiducia, sempre, in qualsiasi situazione mi trovassi. Indipendentemente da quanto difficili potrebbero essere i problemi della mia vita, questa »persona«  mi darà sempre la soluzione migliore.

Ed il risultato di questa mia esperienza?

(segue tra ...... )

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Marina Butala, 14. giugno 2011


lunedì 30 maggio 2011

Salva il tuo seno, salva la tua vita (1. parte)

Per prima cosa penso di dover rispondere a questa domanda. Non essendo ne dottoressa ne guaritrice ne scrittrice, qual'era il motivo che mi ha indotto a scrivere questo libro? La risposta è semplice: »Perchè nel momento nel quale  avevo il bisogno di qualcosa di simile, non l'ho trovato. Ne dove vivo, ne da un'altra parte e neppure su internet. Certamente, ho trovato molte informazioni, ma tutte sparpagliate qua e là, non nel modo che cercavo o volevo e neanche con delle informazione che potessi accettare perchè queste potessero entrare a far parte della mia vita.«.

Dapprima ho scritto questo libro per me stessa, perchè non volevo un'altra volta fare la stessa ricerca dall'inizio e così perdere del tempo prezioso, se forse ne avrei nuovamente bisogno. All'inizio era questo il mio unico motivo. Poi, piano piano, con i risultati positivi conseguiti, mi è passato per la mente,  che quello che ha aiutato me stessa, potesse aiutare anche altre donne,  specialmente quelle donne che vorrebbero andare per un'altra strada, non quella che ancora oggi segue la maggior parte delle donne che si trovano nelle condizioni nelle quali io stessa mi trovai.

Come ho già accennato, non sono ne dottoressa ne guaritrice, ma solo una donna, che in un momento critico della mia vita dovevo decidere su come andare avanti. O per la strada che mi consigliavano gli altri, oppure per quella strada che mi proponeva e bisbigliava la mia voce interiore. Alla fine di questa scelta difficile ho deciso per la seconda opzione, ho scelto di ascoltare me stessa e di andare contro il vento e contro tutte le prassi della medicina occidentale ufficiale.

Ho definito questa scelta difficile perchè nel mio  momento critico non c'era nessuno che potesse darmi un consiglio che fosse giusto per mè, fatto a pennello per mè, per tutta me stessa, per il mio corpo, per la mia mente e per la mia anima. E poi non avevo nessunissima intenzione di rivivere in prima persona la strada fatta da mia madre, diagnosticata con il cancro al seno una decina di anni fa, e neppure il destino di una mia conoscente, la quale, dopo 8 anni con la stessa diagnosi di mia madre e dopo 8 anni nei quali il suo seno si stava ripulendo in un modo naturale, attraverso il capezzolo, divenne stufa di questo e decise per l'amputazione. Pochi mesi dopo l'operazione e dopo tutti i trattamenti della medicina ufficiale, morì. Adesso, nel momento nel quale sto scrivendo queste parole, sono profondamente convinta, che potrebbe essere ancora viva, se solo lasciava fare al proprio corpo il suo lavoro di disintossicazione del seno attraverso il capezzolo.

Potrei dire che avevo avuto anche un pò di fortuna quando dovevo decidere per me stessa. Da qualche parte nella mia memoria c'erano delle fondamenta di una conoscenza alla quale pensavo avevo già dimenticato. Ma non fu così. E quale momento più opportuno di quello, per tirare queste conscienze fuori ed usarle per me stessa?

Così decisi di seguire la mia intuizione e tutto  quello che sentivo giusto e perciò ricordare o riscoprire tutto quello che molti anni fa avevo già imparato, ma pensavo fosse dimenticato. Ho deciso così, indipendentemente da quello che la gente, anche i miei cari, potessero dire, pensare o come potessero reagire alla mia decisione. Su questa ha sicuramente contribuito anche una grande confidenza, la quale, dalla mia più tenera età, si rafforzava sempre di più in mè, la confidenza nella forza autoguaritrice in me stessa. Che risiede in tutti noi per essere più corretta.

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Marina Butala, 30. maggio 2011


martedì 24 maggio 2011

Amputare o NON amputare?

Ecco quì la promessa della scorsa settimana, l’articolo dal titolo “Amputare o NON amputare”. Si tratta di un articolo pubblicato nel giornale “Journal of Medical Association” (trad. giornale dell’Associazione medica) e qui tradotto.

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Una dichiarazione devastante: “Vai a” curarti per il cancro del seno.

Quando si tratta di cancro al seno, le prime parole che abitualmente i medici dicono  alla donna sono: “Vai a” ... Ma secondo le ultime ricerche, questo passo potrebbe essere completamente sbagliato.
Quali sono le conseguenze di questa mossa? Rimozione immediata dei linfonodi situati sotto le ascelle (linfonodi). Questo è di solito molto doloroso e debilitante.

Perché allora i medici decidono per questa mossa? I medici dicono ché questo prolunga la vita delle donne colpite da tumore al seno.

Ma ora stanno arrivando alla luce del giorno le prove che la maggior parte di queste rimozioni chirurgiche è del tutto inutile. In realtà, la rimozione dei linfonodi fa più male che bene.

Le statistiche ci dicono che una donna su otto sviluppa il cancro al seno nel proprio corpo. Questa può essere qualsiasi donna tra di noi ... o qualcuno che amiamo. Ma il medico, senza crearsi dei problemi e con facilità, ci manderà sulla strada che probabilmente ci porterà all’amputazione chirurgica della mammella e dei linfonodi.

Tuttavia, un tale intervento riduce significativamente la capacità di un normale funzionamento del nostro corpo.

Il peggior incubo delle donne

Il Dott. Peter Blumencranz, è direttore dell'ospedale Morton Plant Hospital's Comprehensive Breast Care Center della Florida, nella città di Clearwater. È anche membro della Society of Surgical Oncology (società dei chirurghi oncologici) e membro dell'American College of Surgeons (collegio americano di chirurghi). In questo collegio è'anche un’istruttore certificato di biopsia stereotassica della mammella.

Il dott.Blumencranz sostiene che nelle donne alle quali sono stati rimossi i linfonodi si può sviluppare una condizione chiamata "edema linfatico." Si tratta di una condizione nella quale le mani si gonfiano e diventano sfigurate. Queste donne sono anche più sensibili alle infezioni, hanno delle sensazioni dolorose nel proprio corpo e sotto le loro ascelle si instaura del fluido che crea continuamente dei problemi.

Potete immaginare di vivere con un dolore che resiste? Un dolore che si sente ogni volta quando la donna operata cerca di indossare un maglione o un qualsiasi abbigliamento? Nessuna naturale capacità che è necessaria ad esempio per giocare con la palla con i propri bambini o per raggiungere un punto alto sul ripiano superiore. Anche portare l’anello matrimoniale diventa una cosa impossibile.
Il dolore ed il gonfiore possono diventare insopportabili. E non c’è nessuna cura per questo, non per l'uno né per l'altro.

Tuttavia, la maggior parte dei medici-chirurghi si sentono a disagio se lasciano i linfonodi nel corpo. Così le amputazioni chirurgiche delle mammelle continuano.

Perché questo processo assurdo è diventato una cosa così normale? La NHD (Natural Health Dossier) ci rivela questa storia, strato dopo strato.

Rimuovere o NON rimuovere?

I linfonodi sono piccole ghiandole che aiutano l'organismo a combattere le infezioni e le malattie. Il loro lavoro è di filtrare il liquido linfatico nel corpo.

Se il cancro si diffonde fino ad arrivare dai linfonodi più vicini al tumore, il chirurgo rimuove tutti i linfonodi, anche quelli più lontani che si trovano sotto le ascelle. E' una pratica comune.

I medici di solito asportano i linfonodi sotto le ascelle in tutte le donne con il cancro al seno.

Lo studio del Dott. Armando E. Giuliana ha portato a delle scoperte recenti. Il Dott. Giuliano è il leader in chirurgia oncologica presso l'Istituto di Oncologia John Wayne Cancer Institute di St. John's Health Center in California, a Santa Monica. Egli è anche un’autorità leader nel campo delle operazioni nei casi di cancro al seno. Ha scritto oltre 400 articoli e capitoli su questo tema.

Con il Dott. Giuliano e la sua squadra hanno collaborato circa 900 donne per sei anni. L'età media di queste donne era di 50 anni. Tutte sono state chirurgicamente operate e tutte sono state sottoposte alla radiografia, la maggioranza si è sottoposta anche alla chemioterapia. Ed alla metà di queste donne sono stati rimossi anche i linfonodi sotto le ascelle.

I risultati? I risultati hanno dimostrato che non vi era alcuna differenza nella ricorrenza del cancro o la sopravvivenza tra quelle donne alle quali le ghiandole linfatiche sotto le ascelle sono state rimosse e tra quelle alle quali i linfonodi sotto le ascelle non sono stati rimossi .

E la cosa peggiore delle informazioni … le donne alle quali sono stati rimossi dei linfonodi in più, hanno avuto molte più complicazioni dopo l'intervento, sia in termini di infezioni, gonfiore o edema linfatico.

Fonte dell’informazione: http://naturalhealthdossier.com

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Vorrei aggiungere un’ altro pensiero.

È mia opinione personale che se la natura ha portato il nostro corpo in una particolare situazione malsana, che l’ha fatto solo per avvisarci degli errori che facciamo. Se noi ascoltiamo questa chiamata e decidiamo per un cambiamento radicale in tutti i settori della nostra vita, nel campo fisico, emozionale, mentale e spirituale, che la natura farà di tutto per ripristinare uno stato di salute.
Noi dobbiamo solo aver fiducia in questo processo e dare alla natura la possibilità ed il tempo necessari di farlo.

Marina Butala, 24.5.2011

domenica 15 maggio 2011

Salva il tuo seno, salva la tua vita - e-Book

Ti interessa sapere qualcosa in più di tutto quello che ti offrono le informazioni sui giornali, gli articoli nelle riviste ed anche i medici ?


Sei già stata sottoposta alla mammografia e ti sentivi a disagio? Era una cosa dolorosa per tè? Ti piacerebbe in futuro evitarlo ?


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La statistica ci informa che una donna su otto viene diagnosticata con un tumore al seno. Ma questo non significa, che anche tu debba essere una di loro!

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La mia storia
Ho già scritto qualche parola sulla mia storia collegata a questo libro nell'articolo precedente. In questo aggiungero solo qualche parola in più per avvicinarti al libro che un paio di anni fà ho pubblicato in Slovenia in forma cartacea, il paese dove sono nata, ed ora anche in Italia in formato e-Book solo su questo sito blog. La mia storia continua così.
Nell'articolo precedente ho accennato che a causa di molti problemi nella mia vita, che in un certo punto non sapevo come risolverli, erano la causa di un nodulo al seno dalle dimensioni di sette centimetri. Come mi sono confrontata con questo problema?
Ho fatto di tutto, ma non quello che la medicina ufficiale occidentale poteva offrirmi e che ancor oggi offre alle donne.
Su questo cammino, non abituale per i nostri giorni e per questo ambiente, ho scoperto che ogni donna è in grado di proteggere il suo seno senza il bisogno di ricorrere a delle diagnosi violente. E neppure senza doversi sottoporre a degli interventi chirurgici violenti.

Mia madre, molti anni fà è stata diagnosticata con un cancro al seno e di conseguenza si è sottoposta a tutte le procedure che la medicina ufficiale le aveva offerto. Data la mia storia famigliare, la prima cosa alla quale io ho pensato, era che sicuramente la stessa cosa fosse accaduta anche a mè.  Cosa fare?
Non mi è mai piaciuto andare dai dottori, non mi è mai piaciuto neppure essere programmata con qualsiasi diagnosi. Poi, il ricordo di tutto quello che mia madre aveva sopportato, era ancora vivo in mè. Io non ero disposta a farlo.

Ho così deciso di intraprendere un'altra strada, del tutto differente da quella che la medicina ufficiale poteva offrirmi. Ho così incominciato la mia ricerca e poi la mia esperienza personale. 

Nella moltitudine di informazioni che mi sono state rivelate su questa via, ho saputo che la medicina tradizionale cinese ritiene che ogni donna può vivere una vita normale anche con un tumore al seno per tutta la sua vita. Deve solo occuparsi un pò di più di se stessa. Questa informazione mi diede la speranza che ho tutto il tempo necessario per fare delle ulteriori ricerche fino a quando non avessi trovato quello che cercavo e che la mia mente ed il mio corpo fossero disposti ad accettare. Ho così deciso di usare tutto il tempo necessario per trovare la strada che mi portasse al punto da far sparire il mio nodulo dal mio corpo senza il bisogno di ricorrere ai servizi della medicina ufficiale occidentale. Il tempo che ho usato per le ricerche ed i risultati che ho raggiunto mi hanno fatto pensare che dovevo fare qualcosa perche tutte le informazioni che ho racimolato e le mie esperienze fossero diffuse tra la gente, specialmente tra le donne. Così nacque l'idea del libro.

Perchè ho scritto il libro »Salva il tuo seno, salva la tua vita«?

Nel paese dove vivo, quando ho cercato, non ho trovato quasi nessuna informazione che affrontava il settore della salute del seno. Ancor oggi, anche se da allora sono passati già 5 anni, poche informazioni pubbliche sono disponibili sull'anatomia delle mammelle, sul loro funzionamento normale e su come evitare delle difficoltà che potessero causarci dei problemi seri. Ma ci sono molte informazioni  sul seno malato ed ancora di più sui servizi che ci vengono offerti in questi casi dalla medicina ufficiale occidentale. In sostanza, secondo il mio modo di pensare, niente di positivo o che mi poteva dare la forza per andare avanti o di fare qualcosa io stessa.

Dal momento che le informazioni con le quali mi sono riscontrata nel momento del bisogno non mi soddisfacevano e neppure piacevano, perchè non fatte per il mio modo di pensare, decisi di cerchare le mie informazioni altrove. Ho letto moltissimi libri acquistati all'estero, per lo più in lingua inglese, ho contattato moltissimi conoscenti che lavorano nel campo della salute, ed a volte stavo seduta sulla mia sedia davanti ad Internet per delle ore, cercando e ricercando. Ho dovuto leggere moltissimi articoli, libri e testi, per poter scegliere tra tutti i testi,  quello che potrebbe dirmi qualcosa di differente da quello che già sapevo.

É stato questo il principale motivo che poi, a risultato ottenuto, mi ha fatto decidere di fare io stessa quello che volevo trovare nel momento del bisogno che poi non l'ho trovato. E neppure nella forma che volevo. Ho così raccolto tutte le informazioni che avevo sparso qua e là  e sperimentato su me stessa, le ho trascritte e così è nato il manoscritto.
Questo manoscritto è stato inizialmente destinato solo a me stessa, per un bisogno in un possibile futuro. Ma visto, che mentre il tempo passava, tutto mi stava dicendo, che io non ne avevo più bisogno, pensai che sicuramente c'era qualche altra donna che forse avrebbe il piacere di leggerlo. Ho così deciso per una pubblicazione pubblica. Come già detto, L'ho fatto prima in Slovenia, adesso lo faccio anche in Italia. Con il desiderio di aiutare tutte le donne Italiane che avessero bisogno d'aiuto oppure anche solo di parole che le portassero conforto.

Per averlo pubblicato il libro ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutata, personalmente oppure tramite i loro articoli e libri, con i quali è stato arricchito anche il contenuto di questo libro. Ringrazio soprattutto il dott. Nan Lu, praticante della medicina tradizionale cinese e fondatore e direttore dell’organizzazione “Traditional Chinese Medicine World Foundation”, poi Marjan Videnšek, consulente sull’igiene naturale e fondatore dell’istituto Sloveno Preporod e Franc Božjak, praticante e laureato presso l’Accademia “Galileo Galilei” di Trento in Italia.
Spero che il libro “Salva il tuo seno, salva la tua vita” sarà un aiuto specialmente per quelle donne che non hanno ancora dei grossi problemi, a scopo preventivo. Anche per tutte le giovani donne, che non sono ancora a conoscenza di eventuali problemi del seno che potrebbero avere in un loro futuro. Oppure anche per quelle donne che piuttosto di guardare ai propri seni come ad una parte essenziale del proprio corpo, con delle funzioni importanti per una donna, li guardano come una “cosa” decorativa. Sono purtroppo le riviste, le fotografie di moda e la televisione causa di questa ignoranza. E naturalmente la mancanza delle giuste informazioni. La pubblicazione di questo libro potrebbe anche rappresentare un contrappeso a tutti gli articoli che parlano del seno come di un ornamento che si deve rimodellare invece di una parte integrale del corpo femminile che ha una funzione specifica ed importante.
Vorrei aggiungere che la prevenzione è sempre meglio di qualsiasi cura. Pertanto, propongo ad ogni donna di fare qualcosa prima. Nel libro "Salva il tuo seno, salva la tua vita" ci sono molti consigli per la prevenzione, perché i semi della malattia non crescano neppure.
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Appena PayPal mi informerà della transazione, ti invierò il libro personalmente tramite il mio eMail -> marina.butala@gmail.com. Se in due giorni il libro non ti verra inviato, mandami un messaggio.






Nel prossimo articolo, tra 7-10 giorni circa, pubblicherò un testo dal titolo »Amputare o NON amputare – recenti scoperte sulle conseguenze negative della rimozione chirurgica dei limfonodi (seni, mammelle)«. Sei invitata/o a seguirmi.

Marina Butala, 14.5.2011